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INTRODUZIONE ALLA COMPUTER GRAFICA

da Wikipedia l'enciclopedia libera

La computer grafica o grafica computerizzata, spesso indicata con l'acronimo CG o CGI (quest'ultimo dal sinonimo inglese Computer Generated Imagery, in italiano "immagini generate al computer"), è la generazione e manipolazione di immagini per mezzo del computer. È anche «quella disciplina che studia le tecniche e gli algoritmi per la visualizzazione di informazioni numeriche prodotte da un elaboratore».

La computer grafica nasce per scopi industriali e militari nella 2ª metà degli anni '60, pertinenza esclusiva di computer dotati di grande potenza di calcolo e di componenti elettronici dedicati (detti schede video o sottosistemi grafici).

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A partire dalla 2ª metà degli anni '80, pur continuando ad esistere sistemi professionali e dedicati, si sono diffusi i personal computer, con una sempre maggiore capacità tecnologica per l'elaborazione e visualizzazione di immagini (vedi per es. l'home computer Commodore Amiga).
Negli anni '90 la computer grafica è ormai dominio consolidato di tutti i computer con la diffusione di schede video di grande versatilità e relativa potenza per i personal computer. Col passare degli anni, grazie all'evoluzione dell'informatica e all'abbassamento dei prezzi, i PC hanno eroso a tecnologie proprietarie ed esclusive delle fette di mercato consistenti, rendendo la computer grafica, agli inizi del XXI secolo, una disciplina esplorabile da chiunque abbia un computer.
Al giorno d'oggi è infatti parte integrante di una moltitudine di ambiti professionali e di consumo come i videogiochi, ritocco fotografico, il montaggio di filmati, l'industria cinematografica ("film d'animazione digitale" ed effetti speciali dei film), la tipografia (impaginazione di giornali e riviste) (anche detta desktop publishing), la progettazione grafica (CAD) nelle industrie metalmeccanica, elettronica, impiantistica ed edile, visualizzazione di dati tecnico/scientifici (CAE), sistemi informativi territoriali (SIT o GIS).
La computer graphics costituisce uno dei campi dell'informatica moderna più ricchi di applicazioni. La maggior parte del software che oggi gira su personal computer e workstation utilizza interfacce grafiche basate su sistemi desktop-window, che consentono di gestire simultaneamente diverse attività, di selezionare articoli di un menu, icone, e oggetti sullo schermo. Altre applicazioni molto comuni riguardano la creazione di schemi e diagrammi a due e tre dimensioni per la visualizzazione e la descrizione di funzioni e modelli matematici, fisici ed economici; la produzione di mappe per qualsiasi tipo di informazione geografica; la visualizzazione e l'analisi dei dati generati negli esami di medicina diagnostica (quali ad esempio le tomografie assiali computerizzate, TAC); i sistemi di progettazione assistita dal calcolatore (CAD, dall'inglese Computer Aided Design), per disegnare parti meccaniche, planimetrie di edifici, circuiti stampati.
La computer graphics gioca un ruolo sempre più importante anche nei settori, in rapida espansione, dei sistemi multimediali e dei dispositivi di simulazione e animazione di visualizzazioni scientifiche e ingegneristiche (ad esempio le visualizzazioni di reazioni chimiche e nucleari, di deformazioni di strutture meccaniche sottoposte a diverse sollecitazioni, di sistemi fisiologici), ed è diventata persino uno strumento essenziale in alcune forme di intrattenimento (videogiochi, effetti speciali nei film, etc.).

 

DA GRAFICA VETTORIALE A GRAFICA RASTER
I primi dispositivi di output grafico entrati in commercio negli anni sessanta, e rimasti in uso fino alla metà degli anni ottanta, erano basati sul concetto di grafica vettoriale (dove il termine vettoriale è da intendersi come sinonimo di lineare). La caratteristica principale di questi dispositivi è che il fascio di elettroni, che va a colpire il rivestimento fosforescente del CRT, può muoversi direttamente da una posizione all'altra, secondo l'ordine arbitrario dei comandi di display. Chiaramente, annullando l'intensità del fascio, questo può essere spostato in una nuova posizione, senza modificare l'immagine visibile. Questa tecnica, chiamata random scan (scansione casuale), è rimasta in uso fino agli anni settanta, quando hanno cominciato a diffondersi i sistemi di grafica raster, basati sulla tecnologia televisiva.
Nella grafica raster, ogni immagine è rappresentata tramite una matrice, chiamata appunto raster, di elementi, o pixel, ciascuno dei quali corrisponde ad una piccola area dell'immagine. Anziché trattare con linee e punti, posizionati casualmente sulla superficie di visualizzazione del CRT, l'elaborazione delle immagini è dunque basata su matrici di pixel che rappresentano l'intera area dello schermo. Un CRT a scansione raster percorre, con il suo fascio di elettroni, la matrice di pixel; la scansione dell'immagine viene fatta sequenzialmente, e l'intensità del fascio di elettroni viene regolata in modo da riflettere l'intensità di ciascun pixel.
La tecnologia raster ha consentito l'introduzione del colore, realizzato controllando tre fasci di elettroni, relativi ai tre colori primari rosso, verde e blu, così come specificato in corrispondenza di ciascun pixel.
E' evidente che la tecnologia raster richiede la disponibilità di memorie di capacità elevata: intere griglie, diciamo di 1024 linee di 1024 pixel ciascuna, devono infatti essere memorizzate esplicitamente. Nella grafica vettoriale vi è invece una minore necessità di memoria: per visualizzare una linea è sufficiente memorizzarne gli estremi.
Negli anni ottanta lo spettacolare progresso della tecnologia a semiconduttori, che ha reso disponibili multiprocessori e memorie a basso costo, ha consentito la creazione e la diffusione di interfacce grafiche per personal computer basate sulla tecnologia raster. La progressiva diminuzione dei costi, ha dunque contribuito fortemente alla diffusione dei sistemi raster, al punto che oggi essi rappresentano la tecnologia hardware dominante. Più in generale, il progresso tecnologico degli ultimi vent'anni, ha contribuito moltissimo anche alla crescita e allo sviluppo della computer graphics, che da disciplina altamente specializzata e costosa, è diventata un mezzo standard di interazione con il calcolatore, accessibile a milioni di utenti. Oggi sono in circolazione sottosistemi di pochi chip in grado di visualizzare in tempo reale animazioni tridimensionali, con immagini a colori di oggetti complessi, tipicamente descritti da migliaia di poligoni. Questi sottosistemi possono essere aggiunti non solo alle workstation, ma anche ai personal computer. Inoltre, anche applicazioni quali il photorealistic rendering di oggetti su display raster, considerate fino a poco tempo fa irrealizzabili, fanno oggi parte dello stato dell'arte di questa disciplina.

 

I SISTEMI GRAFICI INTERATTIVI
Il settore della computer graphics che riguarda in modo diretto la progettazione di sistemi grafici che consentono all'utente di interagire con il computer, è chiamato computer graphics interattiva. Con il termine interattiva si vuole distinguere questo settore da altri rami della computer graphics in cui le immagini sono invece generate tramite plotter digitali, film recorder, stampanti, o comunque dispositivi che generano immagini permanenti. Certamente anche questi dispositivi risultano estremamente utili; tuttavia essi non possono essere realmente utilizzati per comunicare con un computer. Al contrario, un computer provvisto di un display è in grado di modificare velocemente le immagini generate, e dunque può rispondere in modo tempestivo alle sollecitazioni dell'utente; in questo modo utente e computer possono effettivamente comunicare tra loro. Le immagini non sono statiche, bensì dinamiche: gli oggetti possono essere mossi, ruotati, ingranditi, possono cambiare forma e colore. Il display di un computer presenta inoltre il vantaggio di permettere di elaborare e costruire immagini di oggetti non solo del mondo reale, ma anche di oggetti astratti, sintetici e di dati che non presentano un'inerente geometria.
Vediamo allora come descrivere, ad alto livello, un sistema grafico interattivo. A livello hardware, un computer riceve dati da un dispositivo di input, e invia delle immagini ad un display. Il software ha tre componenti. La prima, il programma applicativo, è responsabile della creazione e dell'aggiornamento, sulla base delle interazioni con l'utente, dei dati o degli oggetti da raffigurare sullo schermo, che sono memorizzati nella seconda componente, il modello applicativo. Il programma applicativo produce le immagini inviando alla terza componente, il sistema grafico, una serie di comandi grafici di output che contengono sia una descrizione geometrica dettagliata di cosa deve essere visualizzato, che gli attributi che specificano come gli oggetti dovranno apparire. Infine, il sistema grafico produce le immagini, e trasferisce l'input dell'utente al programma applicativo. Il sistema grafico agisce dunque da intermediario tra il programma applicativo ed il display hardware. Esso non solo trasforma gli oggetti descritti nel modello in immagini, ma anche le azioni dell'utente in input per il programma che, di conseguenza, modificherà il modello.

 

IL RITOCCO FOTOGRAFICO
Il ritocco fotografico è l'insieme dei procedimenti che portano alla modifica di una fotografia, a scopo di migliorarne l'estetica, modificare il soggetto, eliminare o aggiungere particolari. I procedimenti, le metodologie, i risultati e le abilità in gioco variano molto se si ha a che fare con un supporto digitale o con un supporto analogico.

Ritocco fotografico digitale
Si intende il processo digitale per cui vengono sistemate, modificate, montate, le immagini tramite programmi di fotoritocco. Ormai sono moltissimi i fotografi professionisti che utilizzano il digitale per migliorare le proprie immagini. Se un tempo, infatti si faceva largo uso di filtri meccanici applicati agli obiettivi delle macchine fotografiche, o si ricorreva a particolari tipi di sviluppo delle immagini per raggiungere risultati particolari, adesso capita sempre più spesso che si utilizzino software di post produzione digitale per creare effetti che un tempo erano costosissimi e molto complicati da realizzare.
Uno dei programmi di fotoritocco più conosciuti sul mercato è Adobe Photoshop, ormai divenuto uno standard nell'ambiente. La figura professionale del grafico digitale in grado di operare minuziosi ritocchi fotografici digitali è sempre più indispensabile nei campi della fotografia, della pubblicità, dell'editoria.

Ritocco fotografico analogico
Si intende l'insieme di tecniche utilizzate per migliorare le fotografie partendo sia dai negativi sia dalle stampe. Le tecniche implicano notevoli doti artistiche e possono prevedere il rimodellamento delle forme e dei colori. Il fotoritocco analogico utilizza procedimenti chimici sia per esaltare e rendere più brillanti i colori sia per bilanciare il contrasto e la brillantezza della fotografia.

 

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